lunedì 15 gennaio 2018

IL VELO



Una mia cliente da quattordici anni, nonchè amica e confidente, ha attraversato il Velo della materia ed è andata oltre, all'alba della notte di Capodanno.
Combatteva come una guerriera, da anni, contro il male del secolo, un cancro strisciante che inquieto bersagliava e colpiva il suo corpo in luoghi sempre diversi.
Sinceramente ho difficoltà a scrivere di lei al passato. Preferisco usare il tempo presente, perchè nella mia mente lei non è andata via, è ancora quì, con me.
Pur avendo superato i sessant'anni da poco, è la donna più lucida, arguta, irriverente che io conosca.
Quando sono andata a trovarla all'hospice dove era ricoverata, si è messa a scherzare con me descrivendo il suo futuro funerale. Avrebbero intonato la parte finale di "Nessun dorma", ovvero "Vincerò". Niente pianti, niente occhiali scuri, niente vestiti neri. Quando ho obiettato che io mi vesto sempre di nero, abbiamo patteggiato che avrei dovuto indossare qualcosa di giallo.
Dopo la tristezza, è subentrata in me una forte, fortissima rabbia.
Perchè io so chi l'ha fatta ammalare, so come è nato tutto.
 Era separata da qualche anno, i suoi figli erano andati via da casa per seguire le strade del mondo, quando nella sua vita si è affacciato improvvisamente un uomo.
Maledettamente bello, attraente, slanciato, affascinante.
Maledettamente anaffettivo.
Da lì è iniziato il suo calvario. Quello è stato il momento in cui l'ho conosciuta anche io.
Ed ho iniziato a raccoglierla col cucchiaino ogni volta che quell'uomo gelido la maltrattava con la sua indifferenza, il suo ritrarsi, per poi confonderla con fugaci attimi di passione e presenza.
E' possibile odiare un uomo senza neppure averlo conosciuto? Non credevo fosse possibile, purtroppo lo è. Dovrei lasciare andare questo rancore, vedere le cose dall'alto, con distacco e spiritualità.
Ci sto lavorando sopra, prima o poi ci riuscirò.
Comunque, a furia di soffrire per amore, è comparso un tumore al seno, proprio vicino al cuore.
Come siamo fragili e vulnerabili noi donne.
Sembriamo forti, decise, indistruttibili, ma ci bastano un bacio o una carezza negate per spaccarci in piccoli pezzi di vetro simili a diamanti.
Ovviamente, appena la mia amica si è ammalata ha troncato ogni rapporto con lui. Dopo anni, in quell'ospedale, nelle sue ultime settimane, le chiedevo di avvisarlo. Volevo che la rivedesse, che si rendesse conto di quanto dolore, quanta sofferenza, quanta morte aveva recato quest'uomo col suo atteggiamento distaccato e sprezzante. Me l'ha impedito. E' sempre stata più lucida, consapevole, arguta di me.
Più di tutte le volte che abbiamo mangiato allegramente insieme, più di tutte le volte che si è seduta nel mio studio e abbiamo riso come matte per un'ora, perchè lei ha il dono dell'ironia e della teatralità, c'è un momento che voglio ricordare per sempre.
Quattro anni fa circa, ero sul treno per andare al mare e raggiungere mio figlio dai nonni.
La incontrai casualmente nel vagone, anche lei andava nella sua casa al mare.
C'era una luce splendida quel giorno. Il mare brillava d'oro, il sole si rifletteva sui nostri volti felici di esserci incontrate così casualmente. Era tutto luminoso, incontaminato, perfetto.
Voglio ricordarti così, amica mia, circondata dal calore e dalla luce di quel mare.

(Il Principe ignoto):
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, oh Principessa
Nella tua fredda stanza
Guardi le stelle che tremano
D'amore e di speranza
Ma il mio mistero è chiuso in me
Il nome mio nessun saprà
No, no, sulla tua bocca lo dirò
Quando la luce splenderà
Ed il mio bacio scioglierà
Il silenzio che ti fa mia.
(Le Stelle):
Il nome suo nessun saprà...
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!
(Il Principe Ignoto):
Dilegua, oh notte!
Tramontate, stelle!
All'alba vincerò!
Vincerò!
Vincerò!

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