lunedì 23 giugno 2014

BASSO PROFILO


Stamattina ero assorta in profonde riflessioni.
Perchè mentre la gente normale al lunedì mattina vaga strisciando per la casa e per il posto di lavoro alla ricerca di un caffè, di un'aspirina o di uno Xanax, io per non mostrarmi da meno mi pongo domande esistenziali.
Così, riflettevo su quella cosa inafferrabile, veloce come un treno ad alta velocità e ambigua come il sorriso della Gioconda, che la gente definisce "Felicità".
Non riflettevo tanto sulla felicità fine a se stessa, quanto su come alcune persone, me compresa, la vivano, in quei fugaci attimi in cui siamo su quel treno, su quella giostra, davanti a quel quadro di felicità immensa e incommensurabile.
Perchè c'è chi la felicità la esterna, sale su un grattacielo di cinquanta piani e dall'attico più alto la grida ai quattro venti, compra un megafono e assorda di entusiasmo i suoi amici e conoscenti.
E poi esiste chi, la felicità, quasi la teme. Ne ha paura, ne parla a bassa voce. La bisbiglia come se fosse una frase sconcia sussurrata in chiesa al proprio vicino di banco.
Ecco, io appartengo alla seconda categoria.
Alla categoria di quelli che tengono un basso profilo, che si alzano il bavero dell'impermeabile per nascondere il proprio sorriso di impagabile felicità, mica uguale ai sorrisi di circostanza che ogni giorno sforniamo al mondo.
Probabilmente ho paura degli Dei.
Temo la Nemesi, la collera divina, la giustizia implacabile, la figlia di Zeus e Notte, che si aggira alata, armata di spada e clessidra, il cui unico compito è quello di ripristinare l'equilibrio, l'armonia interrotta da uno stadio di eccessiva, ineguagliabile, assoluta felicità.
Temo anche la Hybris, la punizione inflitta dagli Dei a chi si macchia di tracotanza ed è superbamente ed oltraggiosamente felice.
Temo inoltre Ananke, l'inflessibile Dea dal cuore di pietra, sovrana della necessità, dell'inflessibilità del destino, attorno a cui il mondo ruota e continuamente si trasforma.
Del mondo umano, invece, temo l'invidia, la gelosia, la malignità di chi vorrebbe veder scomparire il sorriso dal volto altrui. Temo la grettezza d'animo di chi biascica: "Eh, goditi questi momenti, che tanto mica durano per sempre", di chi, davanti alla felicità altrui, inizia a snocciolare disgrazie e sciagure finchè non è riuscito a cancellare ogni ombra di allegria dal volto del suo interlocutore. Perchè, a livello sottile, questi soggetti nefasti possono davvero modificare, in negativo, il mondo materiale (detto un pò grezzo, portano una tigna micidiale).
Insomma, chiedetemi se sono felice, in questo lunedì mattina.
Mai una gioia. Profonda depressione. Passatemi uno Xanax.

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